Artificial Intelligence: le 8 mosse che, entro il 2030, trasformeranno le città degli USA

  • May 02, 2018
  • IN Portfolio
  • BY: Alessandra Togni
Ogni cinque anni un gruppo di esperti valuta l’evolversi dell’Intelligenza Artificiale, senza dimenticare i possibili scenari futuri.
L’ultimo si è riunito alla Stanford University ed ha cercato di individuare le possibili evoluzioni a livello di aree metropolitane, alla luce delle soluzioni offerte dalla trasformazione digitale. Si parla così di smart cities, o meglio, di percorsi di innovazione digitale applicati ai centri urbani da qui all’anno 2030.
I componenti del panel, esperti in discipline di ogni genere da quelle economiche a quelle politiche e sociali, dall’ambito giuridico a quello informatico, hanno elaborato un Report dedicato all'impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle città degli Stati Uniti entro una quindicina di anni circa.

Sono ben otto le aree tematiche che gli esperti hanno considerato strategiche per l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nella trasformazione digitale urbana: trasporti, robotica, sanità, istruzione, ottimizzazione delle risorse disponibili, sicurezza pubblica, lavoro e occupazione, intrattenimento.

Trasporti
La velocità con cui l’Intelligenza Artificiale verrà integrata all’interno dei trasporti pubblici e privati sarà alquanto notevole, tanto da sbalordire i cittadini, secondo l’articolo di Edd Gent pubblicato su Singularity Hub.
I veicoli a guida autonoma verranno ampiamente adottati entro il 2020 e per le consegne e tutto ciò che concerne la logistica non si avranno solo automobili e camion ma anche droni, a cui si aggiungeranno i robot personali.

Tra non molto tempo l’auto privata come servizio, Car as a Service, assimilabile al servizio Uber rimpiazzerà il concetto di automobile di proprietà. Si prenderà l’auto solo se serve e in modalità on demand. In questo modo, tra condivisione e guida autonoma, si ridurranno i costi per il cittadino e si moltiplicheranno le occasioni per ampliare la rete di contatti e per impiegare meglio il proprio tempo invece di guidare.
Diminuirà così lo spazio urbano destinato ai parcheggi e quello per la mobilità privata e verrà riutilizzato per migliorare la qualità della vita in città. In più, grazie alla montagna di dati generati dai sensori disposti lungo le strade urbane e all'interno delle auto stesse, le amministrazioni pubbliche potranno contare su un gran numero di dati, i Big Data, tali da consentire lo sviluppo di applicazioni apposite, nonché la riorganizzazione dell’intera rete viaria cittadina, prendendo in considerazione preferenze, movimenti e necessità dei cittadini, ridisegnando quindi la mappa concettuale stessa della smart city.

Robot domestici e di servizio
Entro 15 anni sarà normale osservare in un ufficio robot che lavorano alla scrivania e che poi verranno sostituiti da altri robot per le pulizie finali. Grazie ai chip di nuova generazione, la capacità di elaborazione installata a bordo delle macchine sarà molto più elevata.
I robot connessi al cloud condivideranno in tempo reale qualsiasi informazione utile a migliorare il lavoro di squadra e ad accelerare l’apprendimento. Efficaci sensori 3D a basso costo renderanno più veloce lo sviluppo high-tech nel campo delle tecnologie percettive, mentre i progressi nel linguaggio delle interfacce uomo-macchina miglioreranno anche il rapporto tra esseri umani e robot.

Assistenza sanitaria
Più complessa è la questione di come l’Intelligenza Artificiale andrà a lavorare all’interno del mondo della sanità. Il ruolo centrale lo gioca la regolamentazione più che la tecnologia, da un punto di vista della tutela dei dati personali, sfruttare l’Intelligenza Artificiale per le cure mediche significa mettere mano su dati sensibili e violare quindi la privacy del cittadino.
Anche se i vantaggi di un’automazione della diagnostica sarebbero tanti per il paziente, è vero anche che al tempo stesso il paziente diviene una miniera di dati i quali saranno successivamente sistemati in cartelle elettroniche, generati ed archiviati temporaneamente nei device indossabili e moltiplicati dalle applicazioni mobile, con un assistente virtuale che può essere interrogato ogni qualvolta si debbano recuperare le informazioni necessarie.
Ulteriori servizi al paziente, offerti dai robot, potrebbero essere sia quelli utilizzabili in sala operatoria, ad esempio con operazioni semiautomatiche di supporto al team di chirurgia, sia quelli dedicati all’assistenza ad anziani e disabili per la deambulazione, con sedie a rotelle automatizzate, esoscheletri potenziati e sostegni per la camminata ed un’ampia famiglia di robot in grado di aiutare le persone con limitazioni di varia natura a muoversi in casa e fare qualsiasi tipo di lavoro, allungandone i tempi di autonomia.

Istruzione e formazione
Potremmo dire che, per mezzo dell’Intelligenza Artificiale, lo studio in aula e l’apprendimento personale stanno divenendo quasi la stessa cosa. La linea di demarcazione tra questi due modelli formativi diventa via via più labile, lo studente ed il lavoratore hanno così la possibilità di alternare le lezioni in aula ai corsi online, programmando gli studi in base alle proprie necessità e capacità grazie anche ad un assistente virtuale.
Per mezzo dell’Intelligenza Artificiale avremo a disposizione una grande mole di dati su cui basare ulteriori programmi di ricerca dedicati all’affinamento delle tecniche di insegnamento e lo sviluppo di nuove soluzioni e servizi, si pensi all’integrazione della realtà virtuale ed aumentata assieme a nuovi schermi digitali, alle normali attività didattiche. Grazie all’apprendimento online si avrà un accesso allo studio più semplice e diretto, garantendo ad un maggior numero di persone la possibilità di studiare, formarsi e riqualificarsi per garantirsi un futuro migliore.

Ottimizzazione delle risorse disponibili
Lo studio prevede che nel 2030 l’Intelligenza Artificiale sia in grado di dare la possibilità all'uomo di vivere una vita assolutamente migliore di quella attuale. Futuri distopici, disoccupazione di massa, povertà, scarso accesso alle risorse primarie ed esclusione sociale saranno solo un brutto ricordo legato a vecchi libri e film.
Grazie all’analisi predittiva, infatti, si avrà modo di allocare meglio le risorse sul territorio urbano e tra le diverse fasce sociali, aiutando chi ha più bisogno, non lasciando indietro nessuno.
Si potrebbe ad esempio coordinare e gestire in automatico la raccolta dei cibi in eccedenza nei circuiti della ristorazione e ridistribuirli tra i più poveri prima che gli alimenti si deteriorino.
L’unico problema, ricorda Gent, è che in questo settore gli investimenti sono davvero pochi, quindi i benefici promessi stenteranno a farsi notare entro il 2030.

Sicurezza fisica e cyber
L’Intelligenza Artificiale verrà ampiamente sfruttata per elevare il livello di sicurezza pubblica in città e di cyber sicurezza per le strutture e le infrastrutture sia fisiche che virtuali. Le immagini della video sorveglianza saranno gestite direttamente da un soggetto virtuale, che le raccoglierà al momento del bisogno ed elaborerà informazioni utili.
Appena saranno intercettati comportamenti anomali, ancor prima che criminali, scatteranno gli allarmi e partirà subito l’azione delle forze dell’ordine, anch’esse dotate di nuovi sistemi elettronici e dispositivi sempre connessi in rete per comunicare in modo efficiente.
Tra i più fiduciosi c’è anche chi prospetta una maggiore capacità predittiva dei fenomeni criminali, riducendo al minimo gli errori ed i comportamenti inadeguati delle stesse forze dell’ordine.

Lavoro ed occupazione
Un altro settore particolarmente investito dall’esplosione dell’Intelligenza Artificiale è quello del mondo del lavoro. Si avvertiranno massimi effetti negli ambiti finanziari, industriali, di consulenza, comunicazione e amministrazione contabile e generale.
Le organizzazioni, soprattutto quelle grandi, potranno ridurre notevolmente la forza lavoro ampliando allo stesso tempo funzioni e competenze. Sicuramente l’Intelligenza Artificiale non potrà sostituire posti di lavoro fisici, producendo i tanto temuti disoccupati tecnologici, ma si approprierà delle funzioni proprie di un mestiere, contando sul fatto che l’occupato sarà riposizionato all’interno dell’organizzazione.
Contemporaneamente potrebbero accadere due cose: da una parte una probabile diminuzione del costo di beni e servizi, dall’altra invece ci sarebbe un taglio agli stipendi e quindi un ridimensionamento dei redditi.
Due aspetti che chiamano certo in causa i Governi, anch’essi attori di questa trasformazione con il compito di prevenire le falle del sistema, adeguando gli stipendi al costo della vita e riassorbendo gli esuberi tecnologici.
In poche parole, quella che serve è una politica sociale più ampia e concreta, che sappia intervenire nel caso di difficoltà del singolo ma anche della comunità.

Intrattenimento
Ultimo in scaletta, ma non di importanza in quanto fondamentale per il tempo personale, sociale e ricreativo, l’intrattenimento nelle città americane del 2030 sarà inteso come soggettivo, di qualità e assolutamente personalizzato.
Realtà virtuale e robot saranno gli attori principali di questa nuova trasformazione. Gli utenti potranno interagire con l’Intelligenza Artificiale, sviluppando nuovi giochi, nuovi programmi e nuovi contenuti. I dati raccolti in questo modo e attraverso i social network, consentiranno alle medie aziende di offrirci quanto desideriamo in termini di esperienza online, digitale e virtuale.
Ma la cosa che già ora allarma molte associazioni di consumatori ed anche la comunità di studiosi è che non possiamo sapere se le macchine seguiranno i nostri gusti o ne creeranno di nuovi, rendendoci dipendenti e prevedibili.
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