I Big Data che incontriamo tutti i giorni

  • Jan 30, 2018
  • IN Portfolio
  • BY: Alessandra Togni
Spesso, il termine Big Data, viene utilizzato senza conoscerne il vero significato, cosa sono quindi e soprattutto, cosa rappresentano nella nostra vita quotidiana?

Al giorno d’oggi, la quantità effettiva di dati che vengono generati, è assai ingente: telefoni cellulari, carte di credito per qualsiasi tipo di acquisto, storage necessari per le applicazioni dei computer, infrastrutture delle città intelligenti, sensori montati su edifici o mezzi di trasporto pubblici e privati e molto altro ancora.

Tutti questi dati vengono generati con un flusso talmente crescente che le informazioni accumulate nel corso degli ultimi due anni ha superato l’ordine dei Zettabyte (1021 byte), segnando così un record per l’umana civiltà.

Lo scopo principale dei Big Data però è la capacità di saper usare tutte queste informazioni per elaborare, analizzare e trovare riscontri oggettivi su diverse tematiche.

La rivoluzione dei Big Data e, più in generale, il termine Big Data si riferisce proprio a cosa si può fare con tutta questa quantità di informazioni, ossia agli algoritmi capaci di trattare così tante variabili in poco tempo e con poche risorse computazionali.

Fino a qualche tempo fa uno scienziato, per analizzare un’ingente quantità di dati che oggi definiremmo Small o Medium Data, avrebbe impiegato molto tempo e si sarebbe servito di costosi strumenti. Oggi, con un semplice algoritmo, quelle stesse informazioni possono essere elaborate nel giro di poche ore, magari sfruttando un semplice laptop per accedere alla piattaforma di analisi.

Questa è la vera rivoluzione dei Big Data.

Questi sono i Big Data che presuppongono nuove capacità di collegare fra loro le informazioni per fornire un approccio visuale ai dati, suggerendo pattern e modelli di interpretazione fino ad ora inimmaginabili.

Nessun settore in cui esista un marketing e dei dati da analizzare può dirsi indenne dalla rivoluzione dei Big Data e parliamo di mercati business più disparati: automobili, medicina, commercio, biologia, chimica farmaceutica, finanza ma non solo, i Big Data sono entrati nelle vite di ogni singola persona, senza che nessuno se ne accorgesse.

Ed ecco alcuni esempi di cosa, i Big Data, siano in grado di compiere.

In ambito marketing possiamo dire che l’uso dei Big Data è noto nella costruzione dei metodi di raccomandazione, come quelli utilizzati da Netflix e Amazon per far proposte di acquisto ai propri clienti sulla base dei loro interessi rispetto a quelli di milioni di altre persone.
Tutto ciò lo si può intuire dai dati provenienti dalla navigazione di un utente, dai suoi precedenti acquisti, dai prodotti valutati o ricercati che danno la possibilità ai colossi del commercio di suggerire i prodotti più adatti agli scopi del cliente spingendolo quindi a comprare per necessità momentanea, permanente o per semplice impulso.

Sempre nella categoria dei Big Data, troviamo gli algoritmi in grado di capire se una shopper donna è in dolce attesa, se è single o se per esempio ha animali di compagnia: tutto ciò lo si ricava tracciando le sue ricerche Web e gli oggetti acquisiti in precedenza. Una volta individuato il particolare, a quella stessa utente si offrono offerte speciali e coupon su prodotti mirati.

Sempre grazie all’aiuto dei Big Data, le stesse società emettitrici di carte di credito hanno individuato delle associazioni inusuali per valutare il rischio finanziario di una persona.
Secondo alcune ricerche di data mining, è emerso che le persone che comprano i feltrini per i mobili rappresentano i clienti migliori per gli istituti di credito, perché molto più attenti ai dettagli e quindi propensi a colmare i propri debiti nei tempi giusti.

Anche nella sfera pubblica ci sono tantissimi tipi di applicazioni per i Big Data come ad esempio lo studio delle associazioni tra la qualità dell’aria e la salute oppure il dispiegamento delle forze dell’ordine nei luoghi in cui i reati hanno una maggiore probabilità di verificarsi.

Nel momento in cui viene superata la diffidenza a questo nuovo modo di ragionare, si può giungere alla conclusione che i Big Data siano in grado di supportare al meglio la raccolta, la classificazione, l’analisi e la sintesi dei dati di un determinato settore, offrendo informazioni preziose che vanno al di là del semplice dato grezzo.

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