Industria 4.0: parliamo di Smart Factory

Abbiamo già parlato precedentemente dell'Industria 4.0, ovvero la quarta rivoluzione industriale che vede la crescente integrazione tra automazione e tecnologie informatiche nel settore secondario, in particolar modo grazie all'utilizzo dell'IoT e alla gestione dei Big Data, settore di cui Invisiblefarm si occupa.
Oggi vogliamo approfondire il concetto di Smart Factory, espressione usata per definire le “fabbriche intelligenti” nell'Era dell'Industria 4.0.

Le Smart Factory si distinguono per varie caratteristiche, prima fra tutte l'interoperabilità.
La crescente integrazione di Cyber-Physical System (CPS), ovvero sistemi cyber-fisici che monitorano i processi grazie alle tecnologie IoT, creando una copia virtuale del mondo reale e prendendo decisioni in modo autonomo, ha permesso la realizzazione di infrastrutture informatiche e tecniche per integrare sistemi, persone e strutture esterne, consentendo la collaborazione tra individui/macchine e macchine/macchine (M2M).
Altro aspetto fondamentale è rappresentato dalla trasparenza delle informazioni, raccolte grazie ai sensori IoT, che permettono di creare dati contestualizzati in grado di supportare gli operatori umani per consentire loro di prendere decisioni informate e risolvere rapidamente i problemi urgenti.
Oppure permettere ai sistemi CPS di prendere decisioni, sfruttando l’abilità di questi di effettuare scelte e svolgere attività in autonomia, creando così una decentralizzazione delle decisioni.
Inoltre grazie ai CPS è possibile trovare soluzioni che consentano l'efficientamento dei sistemi, oppure di usufruire di una serie di servizi, sia interni che esterni, precedentemente impensabili.

Un esempio di Smart Factory è rappresentato dallo stabilimento della Siemens dedicato ai controlli industriali; esso punta tutto sull'integrazione tra mondo fisico e virtuale.
Grazie al software PLM, realizzato da Siemens, l'intera produzione, che si basa sulle informazioni ricavate dall'integrazione di macchinari e processi, nel giro di 20 anni è potuta incrementare di 8 volte, solo aumentando di poco la forza lavoro. Inoltre con tale software vengono testati virtualmente i prodotti prima ancora di essere costruiti, permettendo così una riduzione dei tempi del 50%. Lo stesso software è stato addirittura utilizzato per simulare l'atterraggio su Marte del Rover Curiosity nel 2012.

Anche la IBM si sta muovendo verso le Smart Factory, puntando sul concetto di Cognitive Manufacturing, ovvero la capacità di processare, analizzare e ottimizzare le informazioni, distribuendole tra sistemi, apparati e processi, tutto grazie all'IoT.
IBM ha così creato “Watson IoT Consulting Solutions”, un servizio globale di consulenti, data scientist, progettisti ed esperti di sicurezza a supporto di clienti e sviluppatori, per creare soluzioni d'intelligenza artificiale concepite per analizzare e interpretare i dati con farebbe un cervello umano. Tali soluzioni hanno già permesso a clienti come Volvo di tagliare del 20% i tempi di diagnosi e i costi di assistenza dei suoi camion.
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