Invisiblefarm vi parla della dipendenza da tecnologia

Uno studio condotto da GfK, azienda specializzata in ricerche di mercato, ha evidenziato il problema della dipendenza da tecnologia legata all'uso di dispositivi connessi ad internet, conosciuta con il nome di Internet Addiction Disorder (IAD).

Lo studio internazionale è stato svolto su un campione di 22.000 persone in 17 paesi, ed è risultato che il 42% delle persone ritiene importante essere sempre connessi.
Se da un lato il progresso tecnologico ci permette di essere sempre collegati e raggiungibili, dall'altro può comportare delle gravi conseguenze.

L'internet Addiction Disorder, frutto del progresso e dell'evoluzione tecnologia, è oggi riconosciuta anche in campo medico come una vera e propria dipendenza. Il soggetto che ne soffre trova nel collegamento ad internet una soluzione a stati d'animo negativi, di tristezza o di stress.
Esso si orienta maggiormente verso: social network, chat, siti porno, videogiochi online e gioco d'azzardo; che possono portare, nei casi peggiori, a trascorrere fino a 18 h al giorno davanti ad uno schermo.
I disturbi che ne possono derivare sono molti: disturbi del sonno, bisogno di trascorrere sempre maggior tempo nel web, mancanza di concentrazione, difficoltà a creare relazioni sociali, disinteresse verso altre attività, depressione e ansia.

Secondo lo studio di GfK il 34% degli intervistati ammette di avere difficoltà a staccarsi dalla tecnologia, anche quando dovrebbe.
In Italia questa percentuale scende al 29%, mentre il 20% dichiara di non avere nessun problema.
Per quanto riguarda le fasce di età che fanno più fatica a staccare dalla tecnologia il nostro paese presenta una differenza rispetto al resto del mondo. Se internazionalmente la fascia maggiormente colpita risulta quella degli adolescenti (tra i 15 e 19 anni) con una percentuale del 44%, seguita dai ventenni con il 41% e i trentenni con il 38%; da noi questo ordine si “ribalta”.
In Italia i più colpiti sono i trentenni con una percentuale del 37%, seguiti dagli adolescenti con il 35%, dai quarantenni con il 34% e dai ventenni con il 32%. Mentre le persone sopra i 60 anni d'età risultano le meno colpite, con una percentuale nel mondo del 18% e in Italia del 15%.

Anche per quanto riguarda le fasce di reddito si riscontra una differenza in Italia.
Nel nostro paese le persone che fanno maggiore fatica ad allontanarsi dalla tecnologia sono quelle con reddito medio-alto, il 32% e basso, il 31%. Mentre la fascia a reddito alto risulta la meno colpita, con una percentuale del 27%.
Nel mondo anche questi valori risultano “ribaltati”, infatti le persone ad alto reddito risultano quelle più dipendenti, con una percentuale del 39%.
In questo studio il primo posto della “classifica” dei paesi con la percentuale più alta di persone che dichiarano di avere problemi a staccarsi dalla tecnologia, spetta alla Cina, con una percentuale del 43%, seguita dal Brasile con il 42%, Argentina con il 40%, Messico con il 38% e Stati Uniti con il 31%. Mentre in fondo alla classifica troviamo la Germania, con il 35% delle persone fortemente in disaccordo con l'idea che sia difficile staccare dalla tecnologia, seguita dei Paesi Bassi con il 30%, dal Belgio con il 28%, dal Canada e dalla Russia entrambi con il 27%.
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