IoT. Che cos’è l’Internet of Things per Invisiblefarm?

  • Jan 23, 2018
  • IN Portfolio
  • BY: Alessandra Vertua
Al giorno d’oggi si parla sempre più spesso di Internet of Things, appellativo inglese di Internet delle cose, ma in concreto che cos’è?

Per noi di Invisiblefarm l’IoT è sinonimo di futuro e capire di cosa si tratta è molto semplice: oggetti che al momento sono incapaci di “parlare” con gli utenti, con altri dispositivi o con la rete, potranno divenire intelligenti - almeno in senso lato - grazie alla presenza di una o più interfacce di rete ed al firmware, un software appositamente sviluppato dal produttore e caricato nel dispositivo IoT, capace di rendere dei dati accessibili da remoto dando quindi la possibilità di gestire il dispositivo senza essere fisicamente sul posto.

Il dispositivo IoT può essere anche in grado di interagire con altri device e "prendere quindi delle decisioni" sulla base delle istruzioni fornite dall'utente o dalle sue abitudini.

In generale l’obiettivo degli oggetti connessi è quello di semplificarci la vita automatizzando processi o mettendoci a disposizione informazioni che prima non avevamo.

Qualche esempio? Gli ambiti in cui l’IoT opera sono davvero tanti e differenti:

o Casa, smart home, domotica
o Edifici intelligenti, smart building, bulding automation
o Monitoraggio in ambito industriale, Robotica, Robotica collaborativa
o Industria automobilistica, automotive, self driving car
o Smart health, sanità, mondo biomedicale
o Tutti gli ambiti della telemetria
o Tutti gli ambiti della sorveglianza e della sicurezza
o Smar city, smart mobility
o Nuove forme di digital payment tramite oggetti
o Smart agrifood, precision farming, sensori di fields
o Zootecnia, wearable per animali

Per entrare meglio nel tema: si pensi ad una strada intelligente, o smart road, in grado di dialogare con le auto, con i semafori e con la segnaletica al fine di ottimizzare i flussi di traffico, ridurre l’inquinamento ed i tempi di percorrenza.

Oppure a sensori posti sulle strisce dei posti auto che individuano la presenza o meno di una vettura e possono quindi inviare l'informazione a un centro dati, che le farà poi apparire su di una App per smartphone accessibile da ogni singolo automobilista.

I termostati intelligenti, in grado di imparare orari ed esigenze e di scegliere la temperatura adatta per ogni momento, saranno in grado di far risparmiare fino al 20% di energia grazie al comando a distanza, effettuato tramite smartphone: si potrà infatti accendere l’aria condizionata o il riscaldamento quando serve, poco prima di tornare casa, così da guadagnare sia sul tempo che sulla spesa.

Secondo Will Frank, fondatore di Ubiquisys (una delle prime aziende ad entrare nel business dell’IoT oggi di proprietà di Cisco), gli oggetti connessi permetteranno di ottimizzare in tempo reale processi produttivi e attività economiche riducendo così, in maniera sensibile, l’inquinamento atmosferico ed il consumo di risorse.

L’illuminazione pubblica per esempio, se gestita con le nuove tecnologie, potrebbe contenere del 40% i consumi di energia elettrica. Oppure le coltivazioni, potrebbero essere irrigate in modo molto più efficiente rispetto a quello tradizionale se monitorate da una rete di sensori capaci di comunicare al sistema di erogazione dell'acqua il reale fabbisogno delle piante, determinato da sensori di misurazione di temperatura e di umidità del suolo.

L’IoT è destinato quindi a rivoluzionare le nostre vite, i processi d'impresa, il manifatturiero (Industria 4.0), la sanità, l'agricoltura e le nostre città. Gli analisti sostengono che già entro il 2020 si arriverà a usare in pianta stabile almeno 25 miliardi di dispositivi IoT con una spesa complessiva intorno agli 80 miliardi di dollari.

Ed è proprio l’Internet of Things, per tutti noi di Invisiblefarm, il futuro di ogni singola città.
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