LoRa, l'Internet of Things ed il futuro dietro l'angolo.

Cosa contribuirà nei prossimi anni a diffondere massivamente l'ecosistema IoT?
Si chiama LoRa, utilizza una tecnica di modulazione usata da decenni negli ambienti militari e nelle comunicazioni aerospaziali ed il suo punto di forza è quello di permettere distanze di comunicazione considerevoli, con richieste di potenze limitate.

Non è un caso, infatti, che il suo nome derivi dall'acronimo formato dalle sillabe iniziali delle parole “Long Range” e che, secondo le statistiche della Beecham Research, si sia stimato che nel 2020 il 26% del mercato complessivo della connettività IoT verrà coperto da soluzioni di rete LpWAN, coprendo quella larga fetta di mercato che ad oggi è occupata da reti cellulari. Ma non è tutto, in quanto le statistiche ci riportano anche un altro dato significativo relativo a questo futuro non troppo lontano: sempre nel 2020 si stima che ci saranno oltre 20 miliardi di “Things” collegate nel mondo, ovvero, i dispositivi di uso ordinario come i nostri elettrodomestici per esempio ci consentiranno di trasmettere informazioni e di trasformare così il nostro approccio alla quotidianità.

Invisiblefarm, che dal 2011 ha aperto un nuovo filone di business dedicato al settore della Smart City e che nel corso degli anni lo ha alimentato sfruttando innovazione e tecnologia, fa del protocollo LoRan WAN un suo alleato nei progetti dell'Internet of Things. Ciò è accaduto anche durante l'evento Invisible IoT Day del 26 agosto, al quale 16 ingegneri, sviluppatori ed esperti informatici hanno partecipato, analizzando ed approfondendo i sensori e gli attuatori LoRa applicati nello specifico al tema dell'ossigenoterapia e dell'antintrusione.

La città cambia, si evolve e grazie all'ausilio di software house prettamente innovative capaci di sfruttare la disponibilità di tecnologie low cost e low power come LoRa il mondo dell'Internet of Things si sviluppa rapidamente. Con LoRa, il futuro è dietro l'angolo.
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