Invisiblefarm vi porta alla scoperta del Dark Web

La maggior parte delle persone che normalmente naviga in Internet, utilizzando i tradizionali browser e motori di ricerca, frequenta solo quello che viene chiamato 1° livello di Internet.
Si stima che, in questo modo si abbiano a disposizione solo il 5% delle informazioni realmente presenti nel web, ovvero quelle indicizzate principalmente da Google, corrispondenti a circa 3 miliardi su 550 miliardi di documenti totali.

La maggior parte del World Wide Web che rimane invisibile ai motori di ricerca prende il nome di Deep Web. Esso non per forza nasconde documenti segreti o attività illegali; qui si possono trovare infatti siti non indicizzati o siti privati aziendali, Web-applications, pagine Facebook che non sono visualizzabili liberamente, articoli non ancora pubblicati, ricerche universitarie di prossima pubblicazione, serie tv non ancora in streaming, o anche il nuovo volantino del supermercato che deve ancora uscire; insomma un mondo sommerso di informazioni semi-nascoste nella rete.

Esiste però un livello ancora più profondo, raggiungibile solo attraverso speciali browser, che prende il nome di Dark Web. Qui è possibile trovare siti e materiali di qualsiasi tipo: compravendita di armi, sostanze stupefacenti, forum di hacker, siti di organizzazioni estremiste, documenti falsi, finti diplomi delle più prestigiose università, numeri di carte di credito, soldi e conti in banca falsi, materiale pornografico, credenziali per l’accesso a servizi a pagamento, automobili, psicofarmaci e pillole di ogni tipo, contratti per assoldare mercenari, killer e terroristi.

Un sito oggi conosciuto nel Dark Web è Silk Road; una sorta di Amazon illegale chiuso dalle autorità e riaperto più volte, dove tutto viene comprato e venduto utilizzando bitcoin. L'FBI stima che solo Silk Road abbia generato tra Febbraio 2011 e Luglio 2013 transazioni finanziarie per un valore di 1,2 miliardi di dollari, ricavandone commissioni per 80 milioni di dollari.

Come il World Wide Web è servito da Internet, così anche il Dark Web ha la sua infrastruttura di rete, chiamata appunto Darknet. Si tratta di un insieme di reti virtuali private, accessibili attraverso specifici software , nelle quali gli utenti si connettono in modo protetto solo con persone di cui si fidano.
I siti del Darkweb, ospitati nella maggior parte dei casi sui computer del proprio creatore, sono molto spesso registrati nel domino di primo livello “.onion” (cipolla), e possono essere visitati usando browser dedicati, come TOR (The Onion Router), che permettono di mantenere il più assoluto anonimato di chi li utilizza.
Con TOR i dati, di qualsiasi comunicazione, passano attraverso i server TOR che agiscono da router costruendo un circuito crittografato a strati, da qui la definizione di “cipolla”.

Sviluppato negli anni ‘90 per proteggere le comunicazioni dei servizi di intelligence statunitensi, TOR viene oggi utilizzato sia per scopi “etici” seppur illegali, come permettere l'accesso alle informazioni nei paesi dove internet è oggetto alla censura, oppure per dirigere attacchi in stile Anonymous a siti ritenuti “ostili”, e per promuovere guerre, azioni terroristiche e attività malavitose.

Secondo una recente ricerca definire il Dark Web come una “rete” sarebbe scorretto perché è stato scoperto che solo 7 mila delle 25 mila pagine contenute, il 13%, sarebbero connesse l'una all'altra, una caratteristica che fa sembrare questo più come un ecosistema di “silos oscuri con poche interconnessioni” e che porta questo servizio di Internet a mancare di una delle caratteristiche fondamentali della rete, ovvero l'interconnessione.
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