L'Internet of Robotics Things, l'Industria 4.0 e la Smart City

Sempre più spesso sentiamo e sentiremo parlare di Internet of Robotics Things (IoRT), ma di cosa si tratta? E come riguarda l'Industra 4.0 e il mondo dell'IoT e delle Smart City?
Il mondo dell'IoT e delle Smart City è un campo di cui Invisiblefarm si occupa da più di 5 anni, assistendo i comuni nel passaggio per diventare “smart”. (Invisiblefarm e la città intelligente).

Tornando all'origine; la definizione di Internet of Things fu coniata nel 1999 da Kevin Ashton, allora Direttore esecutivo del Auto-ID Center presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Tale termine era stato creato per indicare la condivisione di dati acquisiti da oggetti taggati con tecnologia RFID. Negli anni successivi tale definizione è stata ampliata per includere tutti i dispositivi integrati con sensori e in grado di connettersi per comunicare tra di loro i dati e analizzarli, basandosi anche sul cloud.

Fino ad oggi ci si è concentrati sulla componente “digitale” (ovvero sull'utilizzo di dispositivi connessi con semplici sensori per la gestione, il monitoraggio e l'ottimizzazione dei sistemi e dei loro porcessi) più che la parte “fisica”, ovvero quella che era la promessa dell'Internet of Things, un ponte tra il mondo fisico e quello digitale.
Secondo ABI Research, agenzia specializzata in ricerche di mercato legate al settore hi-tech e industriale, che ha coniato il termine IoRT (Internet of Robotics Things), si sta assistendo oggi ad un cambiamento. Non più solo rilevamento e analisi dei dati, con un ruolo passivo da parte della tecnologia, ma anche un azione attiva da parte dei robot nel mondo fisico.

Col termine IoRT si può quindi descrivere tutti i dispositivi smart in grado di monitorare il mondo esterno, tramite i sensori, combinare i dati provenienti da varie fonti, determinare tramite l'intelligenza artificiale quale sia la migliore strategia di azione e agire di conseguenza, controllando e modificando il mondo reale, anche muovendosi fisicamente in esso.
In questo panorama si assiste quindi alla comunicazione diretta tra macchina e macchina (detta M2M); un ecosistema di cui stiamo vedendo la nascita all'interno delle industrie e che sta alimentando una nuova “rivoluzione industriale”, detta Industria 4.0 Un mondo dove l'elemento umano è quasi dal tutto assente, gestito sempre più in autonomia da macchine “intelligenti” che percepiscono il mondo esterno e gli oggetti presenti e che possono influenzare la realtà.

Questo concetto non è nuovo, ma solo in questi anni stiamo assistendo alla sua realizzazione concreta. Basti pensare che, secondo un report pubblicato alla fine del 2016 da Markets and Markets, l'IoRT avrà un valore di mercato annuo di circa 21,44 miliardi di dollari entro il 2022. Ciò significherà un CAGR (tasso annuo di crescita composto) del 29,7% tra il 2016 e il 2022.
Se consideriamo che la spesa nel campo dell'IoT (principalmente nelle Smart Grid) nel 2016 ammontava a 69 miliardi di dollari, l'IoRT nel prossimo futuro prenderà una buona fetta di mercato.

L'IoRT sta già vedendo la sua applicazione in numerosi campi; nell'Industria 4.0 troviamo per esempio lo sviluppo del sistema FIELD, realizzato da FANUC, produttore internazionale di robot industriali ed esperto di automazione nelle fabbriche. Altro esempio è l'innovativa Tesla che ha recentemente annunciato la realizzazione della sua linea di produzione per il model 3 quasi completamente automatizzata, definita “Alien Dreadnought”.
Non solo robot industriali, ma anche nel commercio elettronico, come il magazzino automatizzato di Amazon Robotics, dove il trasporto dei pallet è affidato a robot che si coordinano tra di loro.
Altro campo di sviluppo sarà sempre più negli elettrodomestici, per esempio gli aspirapolvere (iRobot), i robot da cucina, la manutenzione del giardino; oppure nella sanità, con il supporto agli anziani.

Questo sarà solo l'inizio di un cambiamento che influenzerà il nostro modo di vivere.
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